CXCII La Vecchia

“Al ben guardar fallì’, lassa dolente, Ché·cciò ch’all’un togliea, a l’altro donava: Come ‘l danaio venia, così n’andava; Non facea forza d’aver rimanente. I’ era di ciascun molto prendente, E tutto quanto a un ribaldo il dava, Che puttana comune mi chiamava E mi battea la schiena ben sovente. Questi era que’ che più mi […]

CXCI La Vecchia

“Ma ciascun uon ch’avesse in sé ragione O che del mondo ben savio sarebbe, Ma’ don’ di femina non prenderebbe, Ché non son che·llacci di tradigione: Ché quella che facesse donagione, Contra la sua natura peccherebbe, E ‘n gran follia ciascun gliele porrebbe, Sed ella no’l facesse a falligione. Perciò ciascuna pensi, quando dona, Che […]

CXC La Vecchia

“Ancor non dé aver femina credenza Che nessun uon malia farle potesse, Néd ella ancor altrui, s’ella volesse Ch’altri l’amasse contra sua voglienza. Medea, in cui fu tanta sapienza, Non potte far che Gesono tenesse Per arte nulla ch’ella gli facesse, Sì che ‘nver’ lei tornasse la sua ‘ntenza. Sì non dea nessun don, che […]

CLXXXIX La Vecchia

“Se quel geloso la tien sì fermata Ch’ella non poss’andar là ov’ella vuole, Sì gli faccia intendente che·ssi duole D’una sua gotta, che d’averl’è usata: Per ch’e’ convien ch’ella sia stufata, Ché colla stufa guerir se ne suole; Po’ bullirà ramerin e viuole E camamilla e salvia, e fie bagnata. E ‘l geloso dirà: “Va […]

CLXXXVIII La Vecchia

“Se l’uon può tanto far ched ella vada Al su’albergo la notte a dormire, Sì dé alla femina ben sovenire Ched ella il faccia star un poco a bada. E que’, che guarderà tuttor la strada, Certana sie ch’e’ li parrà morire Insin ched e’ no·lla vedrà venire: Ché·ll’amor ch’uom’atarda, vie più agrada. E quand’ella […]

CLXXXVII La Vecchia

“Quand’a quel lavorio messi saranno, Ben saggiamente deggian operare, E l’un atender e l’altro studiare, Secondo ch’egli allor si sentiranno; Né sì non dé parer lor già affanno Di voler ben a modo mantacare, Ch’amendue insieme deggian afinare Lor dilettanza; e dimorasse un anno! E se·lla donna non v’à disianza, Sì ‘nfinga in tutte guise […]

CLXXXVI La Vecchia

“Ne·letto su’ si metta in braccio in braccio Co·llui insiem’e faccian lor diporto; Ma dica tuttor: “Lassa, crudel torto E` questo che ‘nverso il mi’ sire faccio”. E nella gioia ch’à, gli metta impaccio, Sì ch’egli abbia paura e disconforto: Dicer li dee ch’e’ sarebbe morto, Sanz’averne rispetto, molt’avaccio, Se·ll’uon sapesse ch’e’ fosse co·llei: “Ed […]

CLXXXV La Vecchia

“S’avessi messo termine a un’ora A due, ch’avresti fatto gran follia, E l’un conteco in camera sia, E l’altro viene apresso san’ dimora, Al di dietro dirai ch’egli è ancora El signor tuo lassù; ch’e’ non poria Far dimoranza, ma tost’una fia: “Il fante o voi, tornate a poca d’ora”. E poi sì ‘l butti […]

CCXXXII (Senza titolo)

Malgrado di Ricchezza la spietata, Ch’unquanche di pietà non seppe usare, Che del camin ch’à nome Troppo-Dare Le piacque di vietarmene l’entrata! Ancor di Gelosia, ch’è·ssì spietata Che dagli amanti vuole il fior guardare! Ma pure ‘l mio non sepp’ella murare, Ched i’ non vi trovasse alcuna entrata; Ond’io le tolsi il fior ch’ella guardava: […]

CCXXXI (Senza titolo)

Quand’i’ mi vidi in così alto grado, Tutti i mie’ benfattori ringraziai, E più gli amo oggi ch’i’ non feci mai, Che molto si penâr di far mi’ grado. Al Die d’Amor ed a la madre i’ bado, E a’ baron’ de l’oste chiamo assai D’esser loro fedele a sempremai E di servirgli e non […]