Le rime II

Qual che voi siate, amico, vostro manto

Di scienza parmi tal che non è gioco;

Sì che, per non saver, d'ira mi coco,

Non che laudarvi sodisfarvi tanto.

Sacciate ben (ch'io mi conosco alquanto)

Che di saver ver' voi ho men d'un moco,

Né per via saggia come voi non voco,

Così parete saggio in ciascun canto.

Poi piacevi saver lo meo coraggio,

E io 'l vi mostro di menzogna fore,

Sì come quei ch'a saggio è 'l suo parlare:

Certanamente a mia coscienza pare,

Chi non è amato, s'elli è amadore

Che 'n cor porti dolor senza paraggio

Commenti

  1. Vorrei invitare a tutti gli amanti della divina commedia a un evento unico in Italia   
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  2. Ottima iniziativa, in bocca al lupo!

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