Le rime LXXVI

De gli occhi di quella gentil mia dama

Esce una vertù d'amor sì pina

Ch'ogni persona che la ve' s'inchina

A veder lei, e mai altro non brama.

Beltà e Cortesia sua dea la chiama,

E fanno ben, ché l'è cosa sì fina

Ch'ella non par umana, anti divina,

E sempre sempre monta la sua fama.

Chi l'ama, come pò esser contento,

Guardando le vertù che 'n lei son tante;

E s' tu mi dici: "come 'l sai?", che 'l sento.

Ma se tu mi dimandi e dici: "quante?",

Non ti so dire, ché non son pur cento,

Anti più d'infinite ed altrettante.
 

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