Le rime LXXX

Quando il consiglio tra gli uccei si tenne,

Di nicistà convenne che

Ciascun comparisse a tal novella;

E la cornacchia maliziosa e fella

Pensò mutar gonnella,

E da molti altri uccei accattò penne;

E addobbossi, e nel consiglio venne:

Ma poco si sostenne,

Perché parëa sopra gli altri bella;

E l'un domandò a l'altro: "Chi è quella?",

Si che finalmente ella

Fu conosciuta. Or odi che n'avvenne.

Che tutti gli altri uccei le fur dintorno

Sì che sanza soggiorno

La pelar si ch'ella rimase ignuda;

E l'un dicëa: "Vedi bella druda",

Dicea l'altro: "Ella muda";

E così la lasciaro in grande scorno.

Similemente divien tutto giorno

D'uom che si fa adorno

Di fama o di vertù ch'altrui dischiuda,

Che spesse volte suda

De l'altrui caldo tal che poi agghiaccia.

Dunque beato chi per sé procaccia.

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